martedì 8 gennaio 2008
i tre gradi di conoscenza del denaro
un tempo pensavo che i lavori mi sarebbero stati pagati. oggi mi pagano con gli assegni. magari di venerdì pomeriggio. poi l'assegno lo devo portare in banca. in banca mi dicono che i soldi sono immediatamente registrati come esistenti in forma "contabile". nell'arco di alcuni giorni, i soldi passano di grado. diventano attribuiti in forma di denaro come "valuta" . non sono ancora soldi veri e propri. nel sito web della banca non sono ancora "disponibili". sono soldi ex-contabili e neo-valuta, ma non disponibili. non è scritto quando saranno soldi contabili. nel frattempo trascorrono due settimane solari.
domenica 30 dicembre 2007
telecom, quanto sei lenta, quanto sei strana
telecom italia sta rallentando la mia attività lavorativa per:a) installazione non ancora in vista per l'adsl a mio fratello ordinata il 3 dicembre
b) installazione non ancora in vista per due borchie isdn ordinate per lo stesso cliente nella stessa sede il 20 dicembre e pianificate da telecom italia per il 10 gennaio
c) l'adsl del mio ufficio bloccata alle 21.30 di venerdi' quando il servizio tecnico del mio fornitore chiude venerdi' alle 20.00. lunedi' mi diranno che era un problema di configurazione atm di telecom italia.
d) riparazione pazza di una borchia isdn di un cliente configurata in modo da ricevere solo e non "inviare" telefonate tramite la linea digitale. boh. il centralino asterisk con misdn andava benino prima della riparazione. ora va benissimo la ricezione ma non l'invio delle telefonate.
sarebbe bello sapere di avere la certezza di poter sempre contattare un tecnico competente presso telecom italia.
sarebbe bello sapere che a telecom italia sono orgogliosi di quello che fanno e, in caso contrario, sono pronti a mettercela tutta per smentire le cose cattive che si dicono su di loro.
giovedì 27 dicembre 2007
appello agli elettori di lamberto dini
lamberto dini sta platealmente e sfacciatamente dimostrando di far parte della tanto conclamata campagna acquisti in senato di silvio berlusconi. silvio spera sicuramente in un effetto valanga, ma secondo me ha scelto il "seme" sbagliato, è troppo poco carismatico.
a dir la verità è già sorprendente che lamberto, dopo l'affaire con silvio, sia confluito nella margherita per poi prevedibilmente uscirne. ora dimostra di saper fare i conti e si sovrappone a mastella nella manfrina del "siamo piccoli ma siamo determinanti". un vero genio.
ma passi, è un politico degli anni duemila. chi continua a sorprendermi è il suo elettorato. ma esiste?
mercoledì 26 dicembre 2007
weltanschauung 2
- la scelta del cavo
- la sua posa (ad esempio mai averlo sottoposto a trazione superiore a 11kg)
- i frutti per le connessioni a muro da una parte
- i patch panel e gli armadi dall'altra
gli switch sono normalmente i pezzi proporzionalmente più economici di una lan. il loro costo incide sul progetto a partire da circa 3,00 euro per ogni presa, mentre per il cablaggio una ditta richiede da 70,00 euro fino a 150,00 euro per punto rete.
gli switch oggigiorno sono efficientissimi, velocissimi e sofisticatissimi. c'è veramente poco da obiettare, poco da esigere di più.
perciò mi dilungo un po' sulle motivazioni della mia meraviglia. in primis esistevano gli HUB, ovvero dei veri e propri ripetitori del segnale. qualunque segnale proveniente da qualunque stazione veniva replicato per qualunque stazione, con il risultato di ottenere una saturazione del mezzo trasmissivo con poche macchine in funzione.
ben presto sono uscite apparecchiature in grado di "imparare" progressivamente quali macchine sono collegate per su ogni porta, con il risultato di ripetere il segnale destinato alla macchina specifica necessaria, con grande aumento dell'efficienza e della sicurezza di rete.
sono detti switching hub.
un'altra funzione molto gradita di questi apparecchi che hanno il compito di fare per i dati quello che le "ciabatte" fanno per la corrente elettrica, è quello dell'adattamento MDI/MDX, ovvero quello di annullare l'esigenza dei cavi incrociati per connettere switch tra di loro.
un'altra comodità rispetto agli hub "stupidi" consiste nella possibilità di mettere quanti switch si vuole in cascata. anzi, l'operazione consente di superare il limite dei 100 metri del cavo semplice.
il tutto si è ottenuto a costi bassissimi e con prestazioni elevatissime.
sempre e solo con cavi in rame. anche in gigabit. il costo di uno switching hub integrale gigabit su rame dovrebbe portare il costo di base da 3,00 euro per porta a 7,00 euro per porta.
dunque con 7,00 euro per porta abbiamo dotato la nostra lan di un apparecchio che fa quello che ci serve in maniera precisa, veloce, affidabile.
di cos'altro potremmo avere bisogno?
- power over ethernet (poe, 802.11af)
- snmp management
- vlan
- layer 3
- gestione spanning tree
- autenticazione 802.1x
snmp consente di avere le statistiche di traffico per ogni porta ed eventualmente accendere o spegnere individualmente la porta. utile se si dispone di un buon programma dedicato alla manutenzione dei dati di traffico.
vlan: serve per creare dei sotto-switch (virtuali) indipendenti come dati tra di loro. non sono d'accordo, in quanto il costo aggiuntivo della funzione vlan è tale da suggerire l'acquisto di più switch. la partizione si può fare a mano ed è immediatamente visibile con il cablaggio.
layer 3 sugli switch di fascia altissima consente delle elementari operazioni di routing. sono contrario.
spanning tree: e' una cosa bellissima e dovrebbe essere automatica in tutti gli switch, ma anche in quelli più sofisiticati viene abilitata solo se espressamente richiesta. a cosa serve. supponiamo di avere anche due soli switch. li colleghiamo in cascata per avere un unico dominio di switching (unico dominio di collisione, ma il termine intimidisce). ora qualunque pc collegato al primo switch vede qualunque pc collegato al secondo switch come se stessero collegati allo stesso switch. ora per sbaglio colleghiamo un secondo cavetto di interconnessione tra i due switch. si blocca tutto, in quanto lo switch replica qualunque messaggio verso se stesso all'infinito, fino alla saturazione. se lo switch si accorgesse dello spanning tree realizzato, come accade con la possibilità offerta dagli switch di fascia altissima, questo problema non si verificherebbe. uno switch cisco costa fino a 60,00 euro per porta, ovvero venti volte di più di uno switch da scaffale di supermercato. la valutazione dei pro e contro è personale. racconto un aneddoto per spiegare perché potrebbe risultare vitale. un bel giorno tutt'a un tratto la lan si blocca. si vanno a vedere sli switch e sembrano impazziti: tutte le lucette fisse accese. si spengono tutti e se ne accende uno alla volta. quando si individua quello che causa il blocco, lo si spegne, si staccano tutti i cavetti, lo si accende e si riattacca un cavetto alla volta. quando si individua il cavetto che causa il blocco per la terza volta, lo si lascia staccato e, collegando tutti gli altri si può rimettere la lan in sesto. a questo punto si va a vedere cosa è successo dall'altra parte del cavetto. no, non era un pc infetto. si trattava di un esperimento di una segretaria che, avendo visto un telefono ip con due cavetti (normalmente uno dedicato alla lan e l'altro al notebook temporaneamente scollegato), aveva pensato bene di collegare anche quel cavo alla presa di lan nel muro. lo switch interno al telefono, normalmente una cosa utile per far risparmiare prese di rete nel cablaggio aveva creato il loop che aveva mandato in panne l'intera lan dell'edificio.
autenticazione 802.1X: lo switch consente la connessione alla LAN solo se offre le credenziali adatte, ovvero ad esempio se è dotato di apposito antivirus. sì e no. sì, perché, così come è fondamentale per le reti wireless, deve esserlo per le reti cablate: come si fa ad avere il controllo completo di tutte le prese di rete di tutto l'edificio? no, perché ci sono dispositivi di rete che non lo supportano come telefoni ip, nas, telecamere ip etc. è questo uno dei motivi che rendono il wi-fi con wpa più sicuro di una rete cablata in alcuni casi.
martedì 25 dicembre 2007
sorprese di natale
il processo creativo del "pezzo" da parte del Vero Giornalista Italiano funziona così: la redazione (integrata tra i poteri forti) gli indica l'"agenzia" (ovvero la notizia preimpostata dall'agenzia giornalistica), vi aggiunge qualcosina, ma non troppo, di suo, tipo scambia due paragafi di posto tra di loro, e basta. è raro il giornalista che si occupa di vedere se ciò che ha tracopiato corrisponde ad una sua opinione sul fatto o se può essere espresso con altre parole. tutti i giornalisti che hanno fatto così sono stati licenziati o accusati di terrorismo.
al massimo, se si tratta di un giornalista televisivo, si va da quello che si occupa di internet (quello ufficiale, che si prende tutte le colpe se qualcosa va male, perchè a chattare poi diventano tutti maestri di virologia informatica) e gli si chiede qualche schermata del fatto in oggetto, anche risalente a 10 anni fa. vedo ancora in tv dei servizi su internet con dei filmati di windows 95 e netscape 1.0.
allora vediamo cosa ha invece il presidente della repubblica come dotazione multimediale su internet.
ci sono dei video.
anzi, ce ne sono tanti. ad opera di rai quirinale.
c'è sia una collezione di messaggi televisivi alla nazione di presidenti che furono, e del presidente in carica c'è quasi ogni polpettone o scoreggia fatta in pubblico.
la rai ha alcuni canali su youtube, ma questi video non li pubblica lì. tipico delle grandi organizzazioni disorganizzate e frammentate come dei ministeri anarchici.
per il giornalista italiano, youtube continua ad essere il posto dove i ragazzini pubblicano le loro bravate.
la presidenza del consiglio considera il popolo italiano come glielo raffigurano i giornalisti.
io mi divertirei a ridere della loro imbecillagine, se non fosse che sono sanguisughe mie che si permettono anche di disprezzarmi ed ignorarmi.
sabato 22 dicembre 2007
sete di sangue (il prezzo della follia)
ho pertanto elaborato una mia teoria sul ragionamento schizofrenico. la spiego con un ragionamento di esempio. e non è un ragionamento qualunque. è quello del protagonista del libro "io uccido" di faletti:
------------------
"Anche in questo siamo uguali. L'unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai."
"E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?"
"Io uccido..."
------------------
la mia teoria è che la differenza tra un ragionamento impeccabile e un ragionamento paranoide o schizofrenico avviene in unico momento, spesso difficilmente percettibile o nascosto, ma completamente spezzato dal resto. nel caso riportato, il frammento di rottura, anche per esigenze sceniche, è posto alla fine. cioè una persona normalmente, per stessa ammissione/identificazione del suo interlocutore, sofferente descrive una situazione quasi noiosa se non che alla fine si spezza l'armonia con qualcosa che non c'entra niente: il desiderio di ammazzare.
ma i folli ragionamenti sanguinari non si trovano solo nei libri da supermercato o nelle pagine della cronaca. ne riporto uno recente, da me schematizzato per semplicità:
a) "questo mondo è attraversato da tante tensioni, da conflitti, aree di crisi e situazioni complesse da dipanare e risolvere" (eggià. frase innegabile da quando esiste l'uomo, no? ma la perdoniamo, è la classica captatio benevolentiae. si inizia sempre così. è come dire: non ci sono più le mezze stagioni)
b) "l'Italia non può chiudersi nelle sue mura di casa, non può rinchiudersi in se stessa" (anche questo è impossibile da obiettare. forse i pacifisti sono autistici? o solo i militari sono estroversi?)
c) l'Italia ha un "ruolo storico e dell'orgoglio nazionale di un grande Paese collocato in una posizione di prestigio e di importanza innegabile" (ancora una frase impeccabile: i pacifisti sono persone senza dignità né orgoglio e si meritano un posto meno bello)
d) è per questo che vanno fatte pagare alla marmaglia votante grandi cifre in termini di uomini macellati e soldi bruciati per le missioni di occupazione... opps "guerra preventiva" ovvero "polizia internazionale" ovvero per quella bella e sana volgia di guerra che un uomo di potere deve soddisfare.
mi sembra il salto di ragionamento degno di uno psicopatico inventato da un ex comico di drive-in.
dall'attuale rappresentante di quella strana figura costituzionale inventata all'ultimo momento dai costituzionalisti spiazzati dall'esilio del re, che possiamo chiamare in seguito il "supplente del già inutile re", ci si sarebbe aspettati come naturale evoluzione del ragionamento "ed è per questo che abbiamo deciso di spendere di più per la diplomazia" oppure "non alimentiamo il fiume di sangue con altre truppe vittime e carnefici". e invece no. altri soldi per i miltari veri ed operativi, quelli che sparano e vengono sparati. e pensare che questa istituzione ci costa quattro volte di più di quanto costa la regina agli inglesi. questa istituzione che serve solo a dire queste cose pazzesche.
giovedì 20 dicembre 2007
tunnel persistente su dispositivi remoti
a) al cliente lascio un apparecchio linux. in questo caso un server asterisk.
b) voglio gestirlo da remoto come se fosse collegato a me tramite logmein per windows, ma non c'e' niente di simile per linux. e poi non voglio servizi di terze parti. e poi è sufficiente una shell interattiva.
c) l'apparecchio linux ha accesso ad internet, ma non voglio che abbia indirizzi pubblici statici e/o porte aperte, o quanto meno non voglio imporre cio' al cliente.
soluzione trovata.
a) il server linux presso il cliente ha accesso ad internet tramite un default-gateway ed ha anche il dns configurato per benino. io spedisco la macchina al cliente e al telefono o con il foglietto lo configura in rete.
b) il server linux ha all'interno il pacchetto pptp (point-to-point protocol) in versione client.
c) pptp è configurato per cercare il mio server in dyndns
d) pptp è anche configurato per lanciare il tunnel all'avvio ed inoltre ha anche il seguente watchdog:
----------------------
#!/bin/sh
a=`/sbin/ifconfig grep \^ppp0 wc -l `
b=`/sbin/ifconfig grep 192.168.69 cut -f3 -d\: cut -f1 -d\ `
# 192.168.69.x è la subnet che ho scelto per gestirmi fino a 127 apparecchi remoti
# contemporaneamente
function giu_e_su
{
# echo rete giu
# echo allora la tiro giu del tutto
killall -9 pppd
sleep 10
# echo e poi la tiro su
/usr/sbin/pptp indirizzo-dyndns-del-server call tunnel
sleep 10
}
#
if test $a -eq 0
then
giu_e_su
else
# echo rete su
# echo indirizzo ptp $b
ping -c1 $b > /dev/null 2>&1
c=$?
# echo risultato del ping: $c
if test $c -eq 1
then
giu_e_su
fi
fi
----------------------
e) lato rete mia ho dovuto mettere a punto la configurazione del router cisco. mentre con un router fritz è stato semplice accettare i tunnel in ingresso, con cisco ho dovuto smanettare perchè l'access-list che configuro normalmente per il nat/pat era di livello 40.
sono dovuto così passare ad una access-list di livello 101.
la cosa curiosa è che così non mi funzionava più il dns server, secondo i suggerimenti cisco.
la configurazione funzionante, nella sintesi delle cose più importanti, è la seguente:
----------------------
int eth 0
ip nat inside
int dialer0
ip nat outside
ip classless
ip route 0.0.0.0 0.0.0.0 Dialer0
ip nat inside source static udp 10.0.0.253 53 interface Dialer0 53
ip nat inside source static tcp 10.0.0.253 80 interface Dialer0 80
ip nat inside source static tcp 10.0.0.250 1723 interface Dialer0 1723
ip nat inside source list 101 interface Dialer0 overload
access-list 101 permit ip 10.0.0.0 0.255.255.255 any
access-list 101 permit udp 10.0.0.0 0.255.255.255 any
access-list 101 permit gre any any
dialer-list 1 protocol ip permit
----------------------
notare che intendo pubblicare un web server e un dns server (all'indirizzo locale 10.0.0.253), oltre al server di tunnelling all'indirizzo 10.0.0.250
la configurazione pre-esistente aveva le seguenti righe differenti (non permetteva il tunneling)):
----------------------
ip nat inside source list 40 interface Dialer0 overload
access-list 40 permit 10.0.0.0 0.255.255.255
----------------------
mentre la configurazione cisco non funzionante aveva le seguenti righe differenti:
----------------------
access-list 101 permit ip any any
----------------------
cosa non funzionava? il web veniva pubblicato, ma il dns server no.
chissà perché.
in ogni caso, il kit è stato pacchettizzato.
ho un server con indirizzo anche dinamico che funge anche da vpn server.
ho un kit di software installabile sui server remoti che senza bisogno di servizi di terze parti e/o porte aperte sul router e/o porte mappate permette loro di fare "telefono-casa".
così se il cliente ha problemi nella gestione del centralino, facilmente posso fargli manutenzione.
questo è il lavoretto di oggi.
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